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Poesie

UN UCCELLINO
Nella grande città, c'è una strada;
nella strada, c'è una casa,
nella casa una scala,
in cima alla scala, una stanza;
in mezzo alla stanza, una tavola;
sulla tavola, un tappeto;
sul tappeto, una gabbia;
nella gabbia un nido;
nel nido, un uovo;
nell'uovo, un uccellino.

L'uccellino uscì fuori dall'uovo
e lo rovesciò;
l'uovo rovesciò il nido;
il nido rovesciò la gabbia;
la gabbia rovesciò il tappeto;
il tappeto rovesciò la tavola;
la tavola rovesciò la stanza;
la stanza rovesciò la scala;
la scala rovesciò la casa;
la casa rovesciò la strada;
la strada rovesciò la grande città.
Così un uccellino rovesciò un'intera città.

N. Orengo

LA FAVOLA DELL'OCA

La favola dell'oca
è bella ma è poca,
vuoi che te la conti?
Non bisogna mai dir di sì
perché finisce lì per lì...
La favola dell'oca
è bella ma è poca,
vuoi che te la conti
o che te la dica?
Non bisogna mai dir di sì
perché dura tutto il dì...
La favola dell'oca
è bella ma è poca,
vuoi che te la conti
o che te la canti?
Ocarina bella bianca,
seduta sulla panca,
se vuoi che te la canti
io te la canterò.

N. Orengo

IL GATTO E L'UCCELLINO

L'uccellino sulla pianta
ride al cielo e lieto canta
quando arriva di soppiatto
per ghermirlo un grosso gatto.

L'uccellino con un trillo
vola via felice, arzillo:
ed il gatto a muso tetro
ci rinuncia e torna indietro.


Mamma Serena

Girotondo

Dopo il giorno vien la sera
Dopo l’inverno vien primavera
Dalle viti viene il vino
Viene il fumo dal camino
Via la mucca con il bue
Van le ochette a due a due
E la vita in fondo in fondo
È un allegro girotondo


L'OCA

Un'oca
vestita da cuoca
per gioco
accese il fuoco
sotto una pentolata
di acqua salata.
Ci mise un pizzico
di basilico, un aglio
(per sbaglio)
mescolò lentamente
col mestolo lucente,
aggiunse un po' di menta,
e quando fu contenta
si tolse il vestito da cuoca,
lo appese a un chiodo,
quell'oca,
e si tuffò nel brodo.

R. Piumini

L’uccellino della sera

È passato
l’uccellino della sera.
Ha cantato
nella dolce sua maniera
domandando del bambino
che a quest’ora è nel lettino.

Ed ha chiesto
se nel giorno è stato buono.
Che, per questo,
gli vorrebbe dare in dono
pel berretto suo di moda
una penna della coda.

D.Dini


L'USIGNOLO

L'usignolo che trilla in primavera
di giorno non lo sento mai cantare; egli canta col vento della sera,

e con il canto e con le belle rime
manda la voce sua sopra le cime;

e col suo canto e le sue rime belle
manda la voce sua sopra le stelle.

L'UCCELLETTO

In cima a un'antica pianta,
nel roseo ciel del mattino,
un uccelletto piccino
(oh, come" piccino!) canta.

Canta? Non canta; cinguetta,
povera, piccola gola,
non ha che una nota sola,
e quella ancora imperfetta.

Perché cinguetta? Che cosa
lo fa parer sì giulivo?
S'allegra d'essere vivo
in quella luce di rosa.

A. Graf

Prime prove

L’anatra dice: - Qua-qua, qua-qua!
Presto, tuffatevi nel fosso, qua.
Ma gli anatroccoli hanno paura,
Stan sulla riva ch’è più sicura.
Tremano tutti: - Pipìo, pipìo,
È fredda l’acqua, non vengo io!
E allora l’anatra: - Qua.qua, qua-qua
La volpe capita, eccola là!
Tutti ci credono, la vedon già…
Tutti si tuffano: - Pipìo, qua-qua.


A. Cuman Pertile

UCCELLINO

In cima a un albero
c'è un uccellino
di nuovo genere...
che sia un bambino?
Felice e libero
saluta il sole
canta, s'arrampica
fa quel che vuole.
Ma inesorabile
il tempo vola:
le foglie cadono...
si torna a scuola!

L. Schwarz